Le grandi città contro il gioco d’azzardo

Ma questo stillicidio quando finirà? Quanto tempo ancora ci vorrà perchè ci si renda conto che continuando a “proibire” non si farà altro che spingere verso il mondo del gioco illegale e non autorizzato? Forse l’esperienza di grandi città come Genova e Bolzano non ha insegnato nulla, in senso generale, poiché anche Napoli -e parliamo, quindi, di una grandissima città- si è accodata alla lista dei territori “no slot” e “no sale da gioco”. Nell’antico centro della città è stato vietato il gioco: slot machine solo ad almeno 500 metri di distanza dai luoghi frequentati dalle categorie più deboli ed a rischio, e sale da gioco aperte dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, tutti i giorni, festività comprese. Queste sono le più importanti iniziative contenute nella proposta di delibera presentata all’Ufficio di Presidenza del Comune di Napoli, sottoscritta da 14 consiglieri di maggioranza ed opposizione.

I luoghi sensibili “fuorilegge” a Napoli sono stati individuati in prossimità di scuole, musei, luoghi di culto, impianti sportivi, parchi, spiagge, giardini, centri giovanili: in materia di autorizzazioni, invece, le nuove norme saranno subito valide per i nuovi bingo, mentre quelli già aperti ne saranno colpiti “trascorsi cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento”. Tutto questo sarà votato in una delle prossime sedute del Palazzo di Via Verdi: nche la “presa di posizione di Napoli è da attribuire alla mancanza di disciplina e normativa specifica da parte dello Stato visto che il territorio napoletano si sta “deteriorando” a causa del gioco d’azzardo sempre più presente anche nelle famiglie napoletane.