Decisioni altalenanti sul gioco d’azzardo

Non vi è dubbio, e si crede che tanti bimbi potranno essere concordi, giocare con l’altalena è un vecchio divertimento che rendeva felici i “giovani di quel tempo”: ora, invece, l’altalena è un passatempo un po’ obsoleto, come sta diventando obsoleto “l’altalenarsi” dei giudizi emessi dai vari Tar dislocati lungo tutto il nostro Bel Paese relativamente agli orari di apertura e chiusura delle sale da gioco e l’accensione delle “famigerate macchinette”, le slot machine, che sono allocate nelle sale. Non c’è settimana che un Tar si esprima per questo in una maniera ed un altro Tar in un’altra. Chi a favore dei regolamenti comunali, chi a favore degli operatori che continuano a proporre ricorsi per sentir tutelato il proprio lavoro e non sempre ristretto e delimitato dai tanti nuovi regolamenti comunali.

Quello che si evince da queste “altalenanti” decisioni è che dovrebbe esserci, come ormai ci si augura da mesi, una decisione dello Stato a livello nazionale che indichi chiaramente gli orari definiti in cui le apparecchiature da divertimento possono stare accese e che se qualche Comune “ha qualcosa da dire” venga argomentata in maniera seria e dettagliata e non trincerandosi dietro il solito ed ormai veramente obsoleto “ordine pubblico”. L’ultimo ad emettere una sentenza a favore di un operatore di Formia che si opponeva ai provvedimenti del Comune di limitazione degli orari di accensione delle slot machine è stato il Tar del Lazio che ha ritenuto il provvedimento comunale molto “generico” e non fa risalire all’esistenza delle “macchinette” l’estensione del fenomeno di ludopatia.