Il gioco d’azzardo spopola sul mobile

Progressi, tendenze e soluzioni innovative relative all’industria del mobile e nello sviluppo delle App saranno gli argomenti trattati nel Mobile World Congress che si terrà a Barcellona nel prossimo marzo 2015 dove verrà dato grande spazio anche al gaming. Parteciperanno 85mila professionisti dell’industria settoriale provenienti da oltre duecento Paesi, quindi, un impatto notevole e rilevante che racchiuderà gli operatori e le aziende più impegnati a proporre innovazione e tecnologia nel mobile. Il mobile sta… prendendo piede molto bene per quello che riguarda i giochi d’azzardo proposti dalle varie piattaforme che si sono adeguate anche a fornire i servizi oltre che per il terrestre anche online e, quindi, tramite i mezzi tecnologici di uso corrente tra i giovani: smartphone, tablet e quant’altro.

L’evento di Barcellona, quindi, farà conoscere la rivoluzione delle comunicazioni mobili che sta guidando le maggiori scoperte decisive e tecnologiche del mondo e che sono ormai al centro dell’innovazione globale. L’industria del mobile sta mettendo in contatto miliardi di persone e trasformando internet in un mezzo di comunicazione planetario che è entrato nel quotidiano della vita di tantissime persone di ogni età. In internet, quindi, circola anche tutto il divertimento messo a disposizione dalle piattaforme di gioco d’azzardo ed in questo evento, a Barcellona, si faranno dei notevoli passi in avanti per renderlo ancora più stimolante, accattivante, stuzzicante… e divertente. Il Mobile World Congress 2015 riunirà leader ed innovatori per esplorare le tendenze che “modelleranno” il venire del mobile e di tutto ciò che lo può “comporre” per i prossimi anni: giochi inclusi ovviamente!

12 giu 2015

Decisioni altalenanti sul gioco d’azzardo

Non vi è dubbio, e si crede che tanti bimbi potranno essere concordi, giocare con l’altalena è un vecchio divertimento che rendeva felici i “giovani di quel tempo”: ora, invece, l’altalena è un passatempo un po’ obsoleto, come sta diventando obsoleto “l’altalenarsi” dei giudizi emessi dai vari Tar dislocati lungo tutto il nostro Bel Paese relativamente agli orari di apertura e chiusura delle sale da gioco e l’accensione delle “famigerate macchinette”, le slot machine, che sono allocate nelle sale. Non c’è settimana che un Tar si esprima per questo in una maniera ed un altro Tar in un’altra. Chi a favore dei regolamenti comunali, chi a favore degli operatori che continuano a proporre ricorsi per sentir tutelato il proprio lavoro e non sempre ristretto e delimitato dai tanti nuovi regolamenti comunali.

Quello che si evince da queste “altalenanti” decisioni è che dovrebbe esserci, come ormai ci si augura da mesi, una decisione dello Stato a livello nazionale che indichi chiaramente gli orari definiti in cui le apparecchiature da divertimento possono stare accese e che se qualche Comune “ha qualcosa da dire” venga argomentata in maniera seria e dettagliata e non trincerandosi dietro il solito ed ormai veramente obsoleto “ordine pubblico”. L’ultimo ad emettere una sentenza a favore di un operatore di Formia che si opponeva ai provvedimenti del Comune di limitazione degli orari di accensione delle slot machine è stato il Tar del Lazio che ha ritenuto il provvedimento comunale molto “generico” e non fa risalire all’esistenza delle “macchinette” l’estensione del fenomeno di ludopatia.

12 giu 2015

Il gioco d’azzardo ed il governo italiano

Anche a voler essere ottimisti, e non farsi abbattere dalla situazione economica attuale, quando si riflette e si guarda la situazione del mondo del gioco d’azzardo… non c’è proprio alcun appiglio che possa far vedere la “luce fuori dal tunnel”, ma si intravedono solo ostacoli da parte dello Stato che, quando non sa cosa meglio fare, aumenta le tasse al settore e diminuisce le eventuali vincite. Gli operatori del settore, che a fine anno dovranno fare un bilancio della propria attività e previsioni future, l’ottimismo lo stanno “mettendo da parte” e si stanno facendo assalire da un pesante sconforto. Devono pensare se investire ancora nel mondo gioco, se seguire i dettami per le nuove apparecchiature da divertimento oppure lasciare “baracca e burattini” e investire i propri sforzi in qualche altro settore commerciale non così preso di mira dal Governo come quello del gioco lecito.

Essere concessionari, agire per conto dello Stato, pagare tasse regolarmente e creare lavoro, professionalità e posti di lavoro poteva essere una “carta di via” per vivere tranquillamente, lavorando sodo… ma lavorando però. Invece, in questo momento, per il mondo-gioco non c’è possibilità di crescita, di sviluppo, e di avvenire. Troppi “bastoni tra le ruote” da parte di Stato e cittadinanza, troppe norme, troppo poco spazio per operare e nessuna garanzia, per il momento, a livello nazionale per far sì che il gioco, come divertimento, possa proseguire il proprio percorso. Ma a chi gioverà tutto questo? Chi ci guadagnerà veramente? Al momento non è dato saperlo, tantomeno gli addetti ai lavori…

12 giu 2015

Le grandi città contro il gioco d’azzardo

Ma questo stillicidio quando finirà? Quanto tempo ancora ci vorrà perchè ci si renda conto che continuando a “proibire” non si farà altro che spingere verso il mondo del gioco illegale e non autorizzato? Forse l’esperienza di grandi città come Genova e Bolzano non ha insegnato nulla, in senso generale, poiché anche Napoli -e parliamo, quindi, di una grandissima città- si è accodata alla lista dei territori “no slot” e “no sale da gioco”. Nell’antico centro della città è stato vietato il gioco: slot machine solo ad almeno 500 metri di distanza dai luoghi frequentati dalle categorie più deboli ed a rischio, e sale da gioco aperte dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, tutti i giorni, festività comprese. Queste sono le più importanti iniziative contenute nella proposta di delibera presentata all’Ufficio di Presidenza del Comune di Napoli, sottoscritta da 14 consiglieri di maggioranza ed opposizione.

I luoghi sensibili “fuorilegge” a Napoli sono stati individuati in prossimità di scuole, musei, luoghi di culto, impianti sportivi, parchi, spiagge, giardini, centri giovanili: in materia di autorizzazioni, invece, le nuove norme saranno subito valide per i nuovi bingo, mentre quelli già aperti ne saranno colpiti “trascorsi cinque anni dall’entrata in vigore del regolamento”. Tutto questo sarà votato in una delle prossime sedute del Palazzo di Via Verdi: nche la “presa di posizione di Napoli è da attribuire alla mancanza di disciplina e normativa specifica da parte dello Stato visto che il territorio napoletano si sta “deteriorando” a causa del gioco d’azzardo sempre più presente anche nelle famiglie napoletane.

12 giu 2015